No. Le fasi vengono adattate alla dimensione e alla complessità del progetto.
Come lavoriamo
Seri sul progetto. Leggeri nella relazione.
Un metodo serve a togliere confusione, non ad aggiungere riunioni.
Ogni fase rende visibile cosa stiamo facendo, perché e quale decisione viene dopo.

1. Ascoltiamo prima di accendere gli strumenti.
Idea, problema, persone, contesto e ciò che oggi crea attrito. Non serve avere tutte le risposte: serve poter fare le domande giuste.
2. Mettiamo a fuoco ciò che conta.
Ordiniamo priorità, budget, tempi e possibilità.
Può servire un sito, una campagna, una web app, un CRM, una consulenza AI o un intervento più piccolo del previsto. Meglio scoprirlo prima.
3. Rendiamo l’idea visibile.
Architettura, parole, wireframe, prototipi e flussi permettono di discutere il progetto quando cambiare è ancora semplice.
Per app e software definiamo anche dati, ruoli, API e integrazioni.
4. Costruiamo per passi.
Condividiamo ciò che è pronto, raccogliamo feedback e separiamo le modifiche necessarie dalle nuove idee. Niente grande sorpresa finale.
5. Proviamo nel mondo reale.
Dispositivi, browser, velocità, accessibilità, SEO, tracking, permessi, errori e integrazioni. Testiamo le attività che le persone dovranno davvero svolgere.
6. Mettiamo online. Poi osserviamo.
Il lancio porta dati, richieste, comportamenti e nuove domande. È qui che il progetto smette di essere un’ipotesi e può migliorare davvero.
Lo stesso metodo. Dosi diverse.
Una landing non richiede il processo di un CRM. Un workshop non ha bisogno della documentazione di un’app.
Adattiamo profondità e strumenti, mantenendo decisioni leggibili e responsabilità chiare.
Sì.
Le valutiamo in base a impatto, priorità e perimetro, evitando di far crescere il progetto senza controllo.
Sì.
Iniziamo dal tuo obiettivo
Hai il punto di partenza ma non ancora il percorso?
Mettiamolo a fuoco insieme.
